Funzioni Tutela dei minori

Tutela dei minori

La protezione dei ragazzi è nel prodotto, non in un PDF

Una società sportiva lavora con i minori ogni giorno. Le regole per proteggerli non devono dipendere dalla buona volontà di ciascuno: devono essere il modo in cui l'app funziona.

L'area riservata alla tutela dei minori
Il problema

Perché è la prima cosa che abbiamo messo

Le norme chiedono alle società sportive di adottare un modello organizzativo e un codice di condotta, e di nominare una persona di riferimento contro abusi, violenze e discriminazioni. Nella pratica, però, quasi tutto avviene altrove: nei messaggi privati, nelle foto sul telefono, nei numeri salvati in rubrica.

Per questo la tutela non è un modulo a parte da attivare quando serve: è dentro il modo in cui si scrive, si pubblica, si assegna uno staff. Così protegge i ragazzi e, allo stesso tempo, protegge anche gli allenatori onesti da situazioni ambigue.

Ti riconosci?

  • Un adulto dello staff scrive in privato a un ragazzino, e nessun altro lo sa.
  • Il numero di telefono di un minore è nelle mani di decine di persone.
  • Una foto viene pubblicata senza sapere se la famiglia ha dato il consenso.
  • Non si sa a chi segnalare un comportamento che preoccupa, o si ha paura di farlo.
  • Non c'è traccia che lo staff abbia letto il codice di condotta.
Come funziona

Cosa fa, passo per passo.

La regola dei due adulti

Un membro dello staff non può avere una conversazione privata con un atleta minorenne. Quando serve scrivergli, i genitori vengono coinvolti in automatico, oppure la conversazione si sposta nel canale di gruppo. Non dipende da chi si ricorda la regola: l'app non permette l'alternativa.

In pratica

  • Ai minori si scrive sempre con i tutori coinvolti.
  • Lo staff minorenne, come gli aiuto-istruttori di 16 e 17 anni, non conta come adulto: non può essere l'unico responsabile di un gruppo e scrive agli atleti solo nei canali di gruppo.
  • Le conversazioni restano conservate e non si cancellano dai singoli membri dello staff.

Un canale riservato per le segnalazioni

Chiunque, anche un minore, può mandare una segnalazione riservata al Responsabile della tutela, che nessun altro ruolo vede. La scheda del Responsabile è visibile a tutti, così nessuno deve chiedersi a chi rivolgersi. Le segnalazioni e le azioni intraprese finiscono in un registro riservato.

In pratica

  • Scheda del Responsabile visibile a tutti.
  • Segnalazione riservata, visibile solo a lui.
  • Registro delle segnalazioni e delle azioni intraprese.

Verifiche e regole per lo staff

Per chi ha contatti regolari con i minori si registra l'esito della verifica richiesta dalla normativa, con la sola data e l'esito: il documento non viene mai conservato. Il requisito dipende dal ruolo, non dal tipo di contratto, quindi copre anche i dirigenti volontari. Il codice di condotta si pubblica una volta e si tiene traccia di chi lo ha letto.

In pratica

  • Solo data ed esito del controllo, mai il documento.
  • Presa visione del codice di condotta tracciata per staff, atleti e famiglie.
  • Qualifiche e scadenze dello staff in un solo posto.

Numeri nascosti e consenso per le foto

Nessun numero di telefono è mai mostrato nell'app: si scrive alla persona o al ruolo. Per le foto, ogni genitore decide per ciascun figlio, e il rifiuto è una scelta valida che non limita la partecipazione. Quando qualcuno sta per pubblicare foto in un gruppo, l'app elenca i nomi degli atleti che hanno negato il consenso e chiede di spuntare «Ho controllato: queste persone non compaiono nelle immagini» prima di pubblicare. Nella rosa, accanto a chi non ha dato il consenso, compare l'etichetta «No foto». La prima volta che si apre una foto, l'app ricorda che le foto dei gruppi sono riservate e non vanno pubblicate sui social né inoltrate.

In pratica

  • Consenso a foto e video dato o negato per ogni figlio, con storico delle scelte. Le foto nell'app e quelle pubbliche sul sito o sui social sono due consensi separati.
  • Prima di pubblicare, l'elenco dei nomi e una conferma da spuntare.
  • Etichetta «No foto» nella rosa, per chi pubblica e per lo staff del gruppo.
  • Il rifiuto del consenso non impedisce di usare l'app.
Cosa ci guadagna la squadra

Chi ne trae vantaggio, e come.

Famiglie

Sanno che nessuno può scrivere in privato ai figli e che le loro foto non finiscono in giro senza consenso.

Allenatori e staff

Regole chiare che li proteggono: se tutto passa dai canali giusti, nessuno può mettere in dubbio il loro comportamento.

Responsabile della tutela

Un canale riservato e un registro, invece di appunti e telefonate.

Direttivo

Una traccia concreta di cosa la società ha fatto per la tutela dei minori: codice di condotta letto, verifiche registrate, regole applicate.

Cosa non trovi altrove

Dove SportConnect va oltre.

Un confronto onesto con Golee, il riferimento italiano, su questa area.

Cosa SportConnect Golee
Regole dentro l'app Regola dei due adulti nei messaggi, Responsabile della tutela, canale di segnalazione riservato, casellario dello staff. Genera i documenti (modello organizzativo, codice etico, nomina del responsabile). Non abbiamo trovato regole sulla comunicazione con i minori né un canale di segnalazione riservato dentro l'app. I messaggi diretti sono a senso unico, dallo staff ai tesserati.
Foto e consenso Consenso per ogni figlio con storico, e conferma esplicita prima di pubblicare foto in un gruppo con atleti che lo hanno negato. Consensi per singolo tesserato, con storico. Non abbiamo trovato un avviso al momento della pubblicazione.

Dati dalla documentazione pubblica di Golee consultata il 31 ottobre 2026. «Non abbiamo trovato» significa che non compare nelle pagine consultate. Vedi il confronto completo.

Cosa non fa

Meglio saperlo prima.

  • L'app non riconosce i volti nelle foto: la responsabilità di cosa pubblicare resta alla società, che deve confermare di aver controllato ma non è bloccata. Conta il «no» dato esplicitamente: chi non ha ancora risposto non compare nell'elenco.
  • Chi può aprire un annuncio con le foto può anche salvarle sul telefono: l'app non lo impedisce.
  • Le regole sono un supporto organizzativo, non sostituiscono il modello e il codice di condotta che la società deve adottare.

Vediamolo con la tua società.

Ti mostriamo SportConnect con i dati di una società d'esempio e capiamo insieme come adattarlo al tuo sport, alle tue squadre e al tuo modo di lavorare.